In treno…

Agosto 11, 2008

Viaggiare fa ormai parte della mia vita: viaggiare per lavoro principalmente, ma nell’ultimo periodo viaggiare anche per divertimento. In treno, i paesaggi si muovono veloci, ma la ripetitività del pendolarismo ti porta a cercare ristoro in altre attività che la semplice osservazione del mondo esterno.
I miei compagni preferiti sono la musica e i libri. Proprio la mia ultima lettura mi ha portato a scrivere questo post. Sto leggendo Alexandros di Valerio Massimo Manfredi. Nonostante la trilogia sia incentrata completamente sulle gesta di un uomo che ha vissuto la sua vita al limite del contatto col divino e che ha conquistato un impero più vasto di quello che la mente umana era in grado di percepire, il passo più bello ha come tema l’amore, il momento in cui tutti gli uomini sono simili tra di loro. Non voglio commentare o altro, ma voglio solo riportare queste righe che mi hanno emozionato:
“Si guardarono e un turbine li avvolse, un’aura magica e fremente, liquida e rareffatta come un sogno mattutino. Non esisteva più nulla per loro, svanivano lontane le voci dei commensali e la sala era come vuota; soltanto la melodia di un’arpa indiana vagava nello spazio dilatato e vibrante, entrava nelle loro anime e nei loro corpi e perfino nelle loro voci, voci di lingue diverse eppure uguali nella musica di un sentimento ineffabile, di un trasporto sublime.
Allora Alessandro capì che non aveva mai veramente amato fino a quel punto, che aveva vissuto storie di profonda e intensa passione, di bruciante libidine, d’affetto, di ammirazione, ma mai d’amore. Era quello l’amore, quello che provava in quel momento, quell’ansia palpitante, quella sete inestingubile di lei, quella pace profonda dell’animo e nello stesso tempo quell’inquietudine incontrollabile, quella felicità e quella paura. Era quello l’amore di cui parlavano i poeti, dio invincibile e spietato, forza ineluttabile, delirio della mente e dei senti, unica possibile felicità. Dimenticò gli spettri sanguinosi del passato, le angosce e i terrori, e la sua ansia di infinito si placò e si spense nella luce di quegli occhi viola, in quel sorriso divino”
.

Così viene descritto Alessandro nel momento in cui vide per la prima volta Roxane.

Alla prossima…

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